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Spina calcaneare

 Con talalgia plantare, o tallonite, si definisce una patologia acuta o cronica del retropiede. Le possibili cause, possono essere distinte in :

- Patologia del tessuto molle (fasciti, borsiti, tendinite)
- Patologia del tessuto osseo (fratture da stress, sperone calcaneare)

Tra le cause di tale patologia, ricordiamo le possibili alterazioni posturali che modificano l’assetto podalico producendo una sindrome da sovraccarico , dimorfismi del piede e del retropiede (soprattutto il piede cavo), calzature non idonee, esiti di fratture, ecc.. Gli sport più a rischio sono quelli che determinano una forza compressiva a livello calcaneare come il basket, il calcio, la corsa. Una delle cause più frequenti di algia calcaneare, è dovuta alla cosiddetta spina o sperone calcaneare, una sporgenza ossea, presente nel margine inferiore del calcagno. Tale sperone, si genera per difetti posturali e/o di appoggio podalico, per microtraumi reiterativi (corridori,podisti, alcuni lavori professionali), per cause genetiche o idiomatiche, per soprappeso. Sono colpiti maggiormente gli uomini in ragione della maggior frequenza alla pratica sportiva e alla occupazione in lavori pesanti.

Sintomi: dolore al calcagno durante il carico, difficoltà, se non con dolore, ad effettuare attività sportiva di carico, talvolta gonfiore nella zona interessata. Il paziente spesso riferisce che il dolore si acuisce con un certo tipo di scarpe e spesso quando sta scalzo. Diminuisce con il riposo a letto.

Diagnosi: all’esame radiografico si puo’ evidenziare lo sperone calcaneare soprattutto nella proiezione laterale, quando non si evidenzia tale processo osseo, è raccomandato di eseguire una ecografia dei tessuti molli circostanti, in quanto esiste una stretta correlazione con la fascite plantare che puo’ simulare tale patologia.

Terapia:
plantari con scarico del retropiede per ridurre il peso nella zona dolente, terapia antinfiammatoria per via sistemica, cicli di fisioterapia come tecar, ipertermia, e ultrasuoni in acqua. Talvolta quando ci si trova di fronte ad uno sperone osseo che non migliora con le già citate terapie, è indicato l’utilizzo delle onde d’urto meglio se ecoguidate. Il paziente affetto da tale patologia, e’ invitato, qualora ne avesse bisogno, a dimagrire. La terapia infiltrativa con cortisonici, deve essere limitata a casi sporadici e quando è fallito il trattamento conservativo; le infiltrazioni di cortisone, dopo un periodo di benessere, possono addirittura peggiorare la sintomatologia algica, in quanto predispongono ad ulteriori microcalcificazioni (precipitazione del cortisone). La terapia chirurgica, è limitata ad una piccola percentuale di pazienti che hanno provato di tutto e di più: laddove ci sarà una spina calcaneare il chirurgo provvederà alla sua rimozione attraverso un accesso laterale.