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Lesione tendine rotuleo

Il tendine rotuleo connette la rotula alla tibia, ed ha la funzione di flettere ed estendere il ginocchio. Si tratta di una struttura estremamente robusta tant’e’ che la sua porzione centrale puo’ essere utilizzata come sostituto anatomico nelle ricostruzioni del LCA. La ripetizione di gesti sportivi per lunghi tempi e ad intensita,’ puo’ determinare un’azione meccanico traumatica sulle strutture interessate sviluppando cio’ che si definisce patologia da sovraccarico funzionale. Anche deviazioni assiali degli arti inferiori e alterazioni morfologiche delle componenti scheletriche possono contribuire allo sviluppo di tale patologia. Analoghe azioni lesive, possono essere determinate da metodiche di allenamento errate come anche da terreni di allenamento troppo duri o calzature non idonee; tali azioni, possono determinare inizialmente un processo flogistico di tipo tendinitico che con il tempo puo’ sfociare nella lesione vera e propria.

Sintomi: Nelle lesioni croniche si avra’ un quadro sintomatologico dominato da ricorrente dolore soprattutto nei movimenti articolari di flesso estensione e durante gli sforzi di carico assiale ( accosciarsi o effettuare esercizi tipo squat). Alla digitopressione si evoca dolore lungo il tendine. Raramente si assiste a tumefazioni o gonfiori locali. Tipica e’ la sintomatologia dolorosa che compare dopo che il soggetto e’ rimasto a lungo seduto con il ginocchio flesso. Spesso la tendinosi del rotuleo, sviluppa piccole calcificazioni nel contesto inserzionale del tendine. Nella lesione acuta del tendine si assiste ad un quadro di estrema drammaticita’ il paziente avverte un crack accompagnato da violento dolore e assoluta impotenza funzionale; i movimenti di flesso estensione sono completamente aboliti, la rotula che in precedenza nella sua porzione inferiore era ancorata al tendine, risale per alcuni centimetri uscendo dalla sua sede naturale. All’esame obiettivo il riscontro piu’ importante e’ rappresentato dall’impossibilita’ di estendere attivamente e completamente il ginocchio contro gravita’

Diagnosi: Nelle lesioni croniche ( tendinosi), la storia di insorgenza e la sintomatologia riferita dal paziente, ci indirizza ad un quadro di sofferenza tendinea, poi attraverso una accurato esame obiettivo, si valuta il grado di sofferenza e di funzionalita’. Utile il sostegno strumentale con un esame ecografico e di risonanza magnetica. Nelle lesioni acute, la modalita’ del trauma, la sintomatologia riferita e l’esame obiettivo da parte dello specialista, dirime ogni dubbio sulla patologia; si prescrive comunque sempre un esame RM per valutare al meglio l’entita’ del danno e per poter pianificare l’intervento chirurgico.

Terapia: Conservativa nelle lesioni croniche con riposo articolare, terapia antinfiammatoria , cicli di fisioterapia ( tecar e ipertermia), nei casi ostinati e in presenza di calcificazioni, trova applicazione la terapia con onde d’urto; consigliata una leggera ginnastica in acqua. Il ritorno allo sport e’ possibile solo quando la sintomatologia e’ scomparsa anche sotto sforzo . A volte trova una sua utilita’ l’utilizzo di plantari su misura, in quanto una delle possibili cause di sofferenza tendinea e’ un errato appoggio podalico al suolo. Nelle lesioni acute il trattamento chirurgico deve essere effettuato il prima possibile e prevede la sutura transossea del tendine attraverso personali metodiche . Sono previsti rinforzi tendinei utilizzando porzioni di altri tendini autologhi ( tensore della fascia lata, tendine del gracile ecc.), oppure attraverso innesti eterologhi ( allotrapianti), prelevati da cadaveri opportunamente trattati.